Progetto “La Magna Grecia tra didattica innovativa e nuove tecnologie”

Abstract progetto
Il progetto si fonda sulla constatazione che, tra le nuove generazioni, la conoscenza degli uomini e dei popoli che hanno disegnato la storia della nostra Nazione e dell’intera Europa, è molto evanescente ed ha l’ambizione di riportare all’attenzione del nostro territorio, attraverso il coinvolgimento degli alunni e delle figure parentali, parte della storia italiana e mediterranea tramandataci dalle testimonianze di una civiltà antichissima: quella della Magna Grecia, attualizzandone insegnamenti e indirizzi, tuttora vitali, attraverso percorsi didattici innovativi sia dal punto di vista dei percorsi formativi, che da quello degli strumenti utilizzati.
Per docenti e allievi è il tentativo di riappropriarsi delle proprie radici storiche e culturali attraverso lo studio e la conoscenza delle civiltà che via via si sono sovrapposte e cementate dando vita all’attuale substrato socio culturale che ci caratterizza, consci che non si costruisce la cultura e la storia se non partendo dalle fondamenta, in un percorso di continuità, di conoscenza anche critica e di condivisione conoscenze e di ideali che sempre più spesso ci appaiono carenti nella società attuale, a partire appunto dalle nuove generazioni. Il percorso didattico adotterà il metodo della ricerca, con attività laboratoriali, utilizzando le nuove tecnologie come strumenti indispensabili di ricerca e comunicazione.

Descrizione del progetto
L’Italia può contare su un patrimonio culturale vastissimo ed è importante, che la scuola promuova tra gli studenti la massima diffusione possibile della conoscenza dei beni storici, artistici, archeologici e paesaggistici che lo costituiscono. È indispensabile che si adoperi il più possibile per far sì che gli alunni, futuri cittadini, frequentino ed amino i monumenti, i musei, i parchi archeologici e naturali, che ancora vengono percepiti come distanti, privi di attrattiva e poco attuali, garantendo la crescita civile, sociale e culturale della società.
In questa operazione di avvicinamento al patrimonio culturale, che deve svilupparsi necessariamente attraverso percorsi tendenti alla maturazione di competenze cognitive e metacognitive, la scuola può trovare nelle nuove tecnologie un potente alleato per “conquistare” i ragazzi rendendoli consapevoli della portata storica e dei valori di civiltà che questo patrimonio è in grado di trasmettere.
Per rispondere ai bisogni degli alunni di oggi, i cosiddetti nativi digitali, le presunte “menti multitasking”, la scuola deve padroneggiare una gamma di strategie didattiche la più ampia possibile cogliendo dunque, oltre a quelle tradizionali le opportunità offerte dalla didattica digitale.
È indubbio infatti che l’uso delle nuove tecnologie nelle attività didattiche stimola una forte motivazione negli studenti, genera piacere, facilita l’apprendimento, promuove l’individualizzazione (in particolare il rispetto degli stili e dei ritmi personali di apprendimento), e realizza attraverso la varietà e la flessibilità delle proposte e la sapiente regia dell’insegnante un apprendimento più efficace e produttivo.
Tutto ciò tenendo conto che l’interazione fra scuola e nuove tecnologie è oggi tanto più indispensabile quanto più queste ultime fanno parte della vita quotidiana.
La rete di scopo aderente al progetto: “La Magna Grecia tra didattica innovativa e nuove tecnologie” ha assunto, come finalità prioritaria la promozione della conoscenza multidisciplinare delle aree archeologiche del territorio della Magna Grecia utilizzando metodologie didattiche innovative incentrate sulla promozione di competenze anche attraverso l’uso delle nuove tecnologie che vedranno gli allievi stessi creatori di prodotti multimediali di vario genere.

  • Il presente progetto si articola in 4 fasi.
    • La fase A prevede la formazione del personale docente in modalità on line, attraverso una piattaforma dedicata, e in presenza, sull’uso di nuove metodologie didattiche creative e sull’uso delle tecnologie a supporto della didattica con l’ausilio di applicazioni o software gratuiti.
    • La fase B si concretizzerà attraverso laboratori destinati agli alunni e differenziati per ciascuna scuola aderente alla rete sulla base delle specificità dei curricula e degli ordini di scuola che prevedono la realizzazione di prodotti multimediali di vario genere (mappe interattive, ipermedia, videodocumentari ecc.).
    • La Fase C prevede le visite e i laboratori di archeologia presso i siti storici di Metaponto, Trebisacce, Venosa, Paestum e lo stesso Museo di Melfi.
    • La fase D costituirà il momento conclusivo con un campo scuola a Policoro durante il quale i docenti illustreranno le scelte pedagogiche, le metodologie didattiche, e gli strumenti tecnologici utilizzati, mentre gli alunni presenteranno il prodotto finale realizzato nel corso dell’anno.
      Coinvolgimento del territorio (rapporto con enti pubblici e/o privati, associazioni).

Il presente progetto sarà attuato nelle seguenti scuole in relazione di rete di scopo: I.C. “Berardi-Nitti”- Melfi (Pz) – scuola capofila; I.C. “C.G. da Venosa”- Venosa (Pz); I.C. “Ex Circolo Didattico”- Rionero in Vulture (Pz); I.C. “C. Alvaro”- Trebisacce (Cs); I.C. “Capaccio Paestum”- Capaccio (Sa)

La rete di scopo denominata “La Magna Grecia tra didattica innovativa e nuove tecnologie” ha già in atto collaborazioni con: Parco Archeologico della Magna Grecia, Circolo Velico-AKIRIS di Policoro. Altre collaborazioni saranno avviate con Enti locali: comuni, province, regioni e con il MIUR.

 

Obiettivi del progetto

Gli obiettivi perseguiti sono:
– Creare una rete tra più scuole per avere condividere riflessioni pedagogiche, scambiare professionalità e generare ambienti didattici coinvolgenti.

– Scoprire il patrimonio culturale del proprio territorio facendone oggetto di ricerca e interpretazione.

– Sperimentare l’uso di strumenti tecnologici con l’ausilio di software e applicazioni gratuite per la didattica.

– Generare un sistema virtuoso di enpowerment inteso come processo di arricchimento delle competenze professionali e innalzamento della qualità dell’offerta formativa.

– Costruire una rete di collaborazione tra scuola, famiglia e territorio.

Risultati attesi

  • Nella Fase A l’attività di formazione sarà un’occasione di contatto con e tra i docenti, che attraverso una piattaforma di videoconferenza ed un ambiente digitale di condivisione, potranno fruire dei contenuti digitali offerti a supporto della didattica tradizionale al fine di favorire l’ingresso dell’innovazione nei processi di insegnamento-apprendimento.
  • Nella Fase B i laboratori destinati agli studenti permetteranno loro di acquisire atteggiamenti di collaborazione e rispetto nei confronti del lavoro e delle idee altrui oltre che a fornire le competenze operative e metacognitive necessarie a intraprendere/consolidare processi di crescita tali da condurli ad “imparare ad apprendere” secondo fasi e ritmi il più possibilmente personalizzati e sotto la regia consapevole e mirata degli insegnanti.
  • Nella fase C, le visite ai siti archeologici permetteranno agli alunni di scoprire il territorio in cui vivono, per contribuire a creare un clima di unione, di appartenenza, di accettazione, di rispetto e di cimentarsi in laboratori didattici mirati.
  • Nella fase D, il campo scuola conclusivo a Policoro stimolerà la crescita individuale, l’educazione alla convivenza e lo sviluppo della capacità di socializzazione con la condivisione dei traguardi raggiunti e dei prodotti realizzati a livello di singole scuole e di rete. Sarà l’occasione per enfatizzare il ruolo di protagonismo degli alunni e divulgare esempi di buone pratiche didattiche delle singole scuole in un’ottica di scambio di esperienze e di collaborazione.

Modalità di diffusione del progetto
È prevista la realizzazione di apposito sito internet utile alla divulgazione/diffusione di buone pratiche relative all’uso delle nuove tecnologie nella didattica oltre che alla documentazione dei percorsi svolti. Si utilizzerà materiale divulgativo cartaceo, comunicati stampa (televisione, giornali).

Metodologia dei processi

  • Fase A: attività di formazione.

FINALITÀ: L’attività prevista in questa fase ha come finalità la formazione del personale docente e l’informazione delle famiglie. L’intento è di avviare un processo virtuoso di riflessione e consapevolezza sul tema della ricchezza del patrimonio culturale, risalendo, attraverso le tracce storiche presenti sul territorio, alle radici della nostra cultura e del nostro patrimonio umano oltre che come elemento di confronto, di crescita, di arricchimento personale. L’acquisizione di metodologie didattiche con l’ ausilio delle nuove tecnologie arricchirà il percorso formativo.

ATTIVITÀ: In un primo momento il percorso si soffermerà sull’organizzazione delle attività della rete di scuole partecipanti al progetto attraverso una o più videoconferenze o, se se ne dovesse ravvedere la necessità, con un incontro in presenza in modo da precisare e condividere le strategie operative da intraprendere e concretizzare. Ciò per non gravare sulle spese personali e sui costi di gestione dell’intera rete. Successivamente si rifletterà sul significato e sulle metodologie della didattica delle competenze con l’ausilio delle nuove tecnologie ovvero sulla capacità di programmare e declinare le attività secondo le rigorose regole del metodo scientifico, ma nello stesso tempo di quello inclusivo, tenendo conto di misure compensative e dispensative, sull’uso di una didattica creativa, adattiva, flessibile e il più possibile vicina alla realtà. Questo comporterà, pur nella imprescindibilità del perseguimento dei risultati attesi, l’apertura a una relazione dialogico/affettiva, che garantisca la comprensione del bisogno e l’attuazione di risposte funzionali.

METODOLOGIA: La metodologia utilizzata è quella della Ricerca-azione che guiderà i docenti nella scelta di approcci metodologico – didattici, di strumenti e attività da testare il classe con gli alunni per verificarne l’efficacia e modificare l’azione didattica ricalibrandola in base alle criticità emerse.

TEMPI: Il percorso formativo si snoda lungo l’arco temporale Novembre/Maggio dell’anno scolastico 2017/18 e prevede una prima fase di formazione di almeno 2 incontri in videoconferenza di 2h rivolti ai docenti interessati di ogni scuola aderente alla Rete e una seconda fase di ulteriori 2 incontri di 2h rivolti agli stessi docenti per ogni scuola aderente alla Rete.

  • Fase B: attività rivolte agli alunni.

FINALITÀ:

– Acquisire la consapevolezza che attraverso la conoscenza del patrimonio archeologico si acquisisce coscienza delle proprie radici storiche.

– Conseguire l’uso di un lessico tecnico specifico e aggiornato.

– Sviluppare capacità manuali, attraverso il disegno e la riproduzione.

– Sviluppare la creatività, attraverso il disegno e la reinterpretazione artistica dei manufatti.

– Acquisire competenze relative all’utilizzo di nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

ATTIVITÀ:
Ogni scuola organizzerà i suoi percorsi didattici differenziati per tipologia ed ordine di scuola che specificherà nei progetti d’istituto. Le attività dovranno mettere in moto metodologie innovative e favorire lo sviluppo attività imperniate sull’uso di nuove tecnologie realizzando prodotti multimediali (tour virtuali, ipertesti, ipermedia, elaborazioni 3D, e-book, lezioni LIM, filmati etc…) che verranno presentati nell’incontro finale di Policoro.

METODOLOGIA:
“L’ambiente di vita del ragazzo, (da quello più vicino a quello più lontano…n.d.r.)”, dice Franco Frabboni in Ambiente e educazione” va elevato a dignità pedagogica – e quindi sfruttato come aula didattica decentrata – sia perché si presenta punteggiato di simboli e segnali di feconda provocazione percettiva, lessicale, concettuale, sia perché offre una molteplicità di tracciati e di itinerari dall’incisivo spessore didattico. Come dire, un vero e proprio libro aperto per un bambino chiamato a porsi in modo autonomo e personale di fronte ai processi di alfabetizzazione primaria ( le padronanze cognitive: leggere, scrivere e far di conto) e secondaria (le capacità di analisi/sintesi, di induzione/deduzione, di intuizione/invenzione: ineludibili per poter «comprendere» …i temi sociali, culturali e valoriali).
Inoltre l’ambiente (ed il territorio…n.d.r.) si prestano come ingredienti preziosi per vitalizzare l’istruzione che circola nella scuola, per scuoterla ed animarla dal suo antico torpore… e fungono per i bambini come bottega di «conoscenza» e sillabario di alfabetizzazione… col risultato tutto pedagogico di tener viva la motivazione e la partecipazione attiva alla ricerca/scoperta delle proprie radici osservando-decifrando-inquisendo le realtà, i problemi, le culture che li avvolgono e li attraversano.”
Da questo punto di vista il progetto si presta ad una reinterpretazione e rivisitazione del territorio in chiave storico-sociale-culturale e valoriale ponendo alla sua base le antiche testimonianze della Magna Grecia e facendole assurgere ad opportunità di crescita collettiva.
L’ attività didattica,come sopra specificato, seguirà le canoniche fasi della ricerca e/o della ricostruzione storica (Identificazione del problema, formulazione delle ipotesi, raccolta dei dati, verifica delle ipotesi, generalizzazione dei risultati) attraverso la consultazione delle fonti, (grafiche, monumentali, toponomastiche…) e di esperti presenti sul territorio. L’intero processo sarà attivato a livello inter o multidisciplinare sotto la regia dei docenti e sarà volta a sviluppare competenze culturali e abilità digitali.
Le scuole aderenti al progetto garantiranno la partecipazione di due gruppi di alunni, uno per la scuola primaria ed uno della scuola media, ciascuno composto da non meno di 15 allievi.

TEMPI: Mesi: Novembre/Maggio. Le attività delle singole scuole si organizzeranno con un calendario interno che riguarderà attività di ampliamento e/o potenziamento.

  • Fase C: visita siti archeologici.

FINALITÀ:
– Acquisire la capacità di indagare ed approfondire le conoscenze storiche, archeologiche, architettoniche.

– Maturare competenze specifiche nell’ambito della ricerca archeologica.

– Acquisire la capacità di lettura, comprensione e analisi dei reperti archeologici.

– Sviluppare capacità espressive e rielaborative.

ATTIVITÀ:
– Al fine della realizzazione delle attività di cui al punto C ogni istituzione aderente organizza laboratori didattici e visite guidate in almeno un sito archeologico.

– Nello specifico si potrà tener conto di un orientamento di massima che prevede: – Una fase propedeutica, con interventi dei docenti sulla problematizzazione e sulla nascita dell’interesse della storia della Magna Grecia, anche attraverso una prima visita ad uno dei siti in questione. – Una fase di sollecitazione alla conoscenza della civiltà dell’antica Grecia con partico-lare riferimento alla cultura della vita quotidiana, agli aspetti linguistici, alla storia dell’arte alla acquisizione di strumenti operativi per la rielaborazione e sistemazione di materiali e informazioni (relazioni, schedatura, fotografie, elaborazione informatica). – Una eventuale fase con interventi di esperti. – Una fase operativa articolata in una visita finale laboratoriale di verifica e di controllo delle conoscenze-competenze acquisite.

METODOLOGIA:
La metodologia da adottare in occasione delle visite ai siti archeologici dovrà favorire la realizzazione di laboratori appositamente strutturati e curati da personale specializzato preventivamente individuato e contattato. Lo scopo delle attività didattiche sarà quello di conoscere in modo diretto le risorse archeologiche presenti sul territorio, i Beni Culturali e demo-etnoantropologici, per comprendere appieno il valore dell’ambiente in cui si sono insediate le colonie della Magna Grecia e in cui ci si muove al fine di cogliere appieno il valore dell’indagine storica.

TEMPI: Mesi: Novembre/Maggio. Le attività delle singole scuole si organizzeranno con un calendario interno che riguarderà attività di ampliamento e/o potenziamento.

  • Fase D: Campo scuola a Policoro

FINALITÀ:
Il sistema scolastico italiano, si configurava fino a qualche anno fa, con l’avvento della tanto auspicata autonomia, come una miriade di microcosmi, rappresentati dalle singole scuole, ognuna in cerca di una propria identità e di una propria fisionomia formativo – culturale.
Oggi si avverte l’esigenza di iniziative tendenti a collegare le varie realtà territoriali al fine di uniformarle e di renderle, fatte salve le specificità intrinseche, il più omogenee possibili. Via via tali iniziative si sono potenziate e si estrinsecano, oggi, attraverso le autoanalisi d’istituto, le collaborazioni in rete, i piani di miglioramento e l’offerta formativa che le singole realtà periferiche sono chiamate ad elaborare ad attuare.
Il grande problema tuttavia, che riguarda l’offerta educativa è stato, ed è tuttora, quella dell’individuazione di parametri il più possibilmente “attendibili” a livello locale con uno sguardo sempre rivolto all’aspetto imprescindibile che è quello nazionale e sovranazionale, intesi come quadri di riferimento per le attuali generazioni. Le profonde trasformazioni della società italiana e le sfide da affrontare a livello europeo e globale impongono, una particolare attenzione allo sviluppo del capitale culturale, sociale e umano che rappresenta l’insieme dei fattori fondamentali per sostenere e accelerare la crescita del nostro Paese. In questo contesto, il sistema delle reti risolve e coniuga in maniera esauriente aspetti e necessità altrimenti irrisolvibili.
Le collaborazioni in rete, oggi, sono diventate per varie motivazioni ineludibili e sottindendono una serie di finalità che mirano alla: – valorizzazione delle risorse professionali; – condivisione di esperienze rilevanti e unificanti; – gestione comune di funzioni e di attività amministrative; – realizzazione di progetti o di iniziative didattiche, educative, sportive o culturali di interesse territoriale. Nello specifico i lavori del campo scuola a Policoro hanno come finalità: – socializzare esperienze comuni su problemi di rilevanza culturale; – unire gli sforzi per comprendere e valorizzare il patrimonio culturale nazionale; – sostenere e diffondere un’azione educativa che sviluppi la coscienza del valore del patrimonio archeologico e dei pericoli che lo minacciano; – sensibilizzare i cittadini aumentando la conoscenza e la fruizione sostenibile del patrimonio presente sul territorio; – sollecitare una politica di finanziamento a sostegno della ricerca archeologica da parte di enti pubblici nazionali, regionali e/o locali.

ATTIVITÀ:
Le attività del campo scuola di Policoro saranno, come detto, incentrate sulla presentazione dell’intero percorso formativo del progetto e sulla socializzazione delle varie esperienze. Si tratterà, in ultima analisi, della presentazione della “documentazione” del lavoro prodotto sia per quanto riguarda la parte docente, sia quella che riguarda le attività degli alunni.
Gli insegnanti presenteranno i progetti delle varie scuole, nella parte ideativo-espositiva e in quella realizzativa, evidenziandone tutti gli aspetti: da quelli generali a quelli più specifici, evidenziandone anche le criticità emerse, in uno scambio di idee teoriche e pratiche utili alla crescita collettiva delle scuole partecipanti.
Gli alunni, presenteranno, invece, i lavori prodotti, facendo emergere conoscenze, abilità e competenze disciplinari, trasversali e tecnologiche, maturate durante l’intero percorso.

METODOLOGIA: Sempre più spesso si parla di «lavoro di comunità». Ma se da un lato, esso viene inteso come la capacità di una comunità di intraprendere autonomamente forti iniziative per la soluzione di problemi o innestare processi di cambiamento importanti dall’altro, si indica la capacità di singoli operatori o servizi di promuovere progetti di attivazione o rigenerazione comunitaria. In questo secondo senso, il lavoro di comunità è un preciso metodo professionale, ad alto spessore relazionale. L’elemento imprescindibile per un vero lavoro di comunità è la partecipazione. Il coinvolgimento reale delle persone, in un processo aperto, negoziale, paritario. È importante essere consapevoli del fatto che il community work è una sfida complessa, che può dare grandi soddisfazioni a tutti i protagonisti. Le due giornate di convegno si concentreranno sui più frequenti nodi metodologici e sulle maggiori soddisfazioni che gli operatori possono incontrare nel lavoro di comunità, fornendo riflessioni teoriche, strumenti ed esperienze concrete che suggeriscano come impostare progetti efficaci perché realmente partecipativi. In questo senso deve essere inteso il lavoro di confronto di Policoro: una palestra di idee, un laboratorio di proposte concrete, un atelier di creatività in cui ciascuno dà a tutti e ed ognuno riceve da tutti in un’ottica di crescita e di collaborazione reale.

TEMPI: 2/3 giorni, presumibilmente nel mese di Maggio.

TECNOLOGIE UTILIZZATE:
Internet, ambiente digitale per la condivisione di contenuti digitali, piattaforma di videoconferenza, computer, tablet, LIM, CMS (Content management system), piattaforma per la somministrazione di questionari on line.

TIPOLOGIA DI PRODOTTI FINALI:
Durante il campo scuola a Policoro i docenti illustreranno le scelte pedagogiche, le metodologie didattiche, e gli strumenti tecnologici utilizzati; gli alunni presenteranno i prodotti multimediali finali realizzati nel corso dell’anno.
È inoltre prevista la realizzazione di un Sito Web per la divulgazione delle buone pratiche didattiche e delle nuove tecnologie e per la documentazione dei percorsi svolti.

VALUTAZIONE: La somministrazione di questionari in ingresso e a fine attività permetterà di valutare l’indice di gradimento del corso. Altro indicatore importante sarà la puntualità nel rispettare gli impegni assunti.

ATTIVITÀ DI GESTIONE: la verifica del modulo riguardante la formazione è a cura del docente referente di progetto individuato tra il personale della scuola capofila. Per la valutazione si utilizzeranno questionari in ingresso e in uscita da somministrare al personale docente che ha frequentato il corso di formazione allo scopo di verificare la corrispondenza tra i risultati attesi e quelli raggiunti, l’indice di gradimento e la competenza dei formatori.
I moduli progettuali rivolti agli alunni saranno monitorati dai docenti referenti di progetto delle singole scuole attraverso questionari da somministrare ai ragazzi in ingresso e al termine delle attività, i risultati saranno utilizzati dalle singole scuole per una valutazione interna dell’attività e trasmessi alla scuola capofila per una valutazione complessiva finale.
La gestione amministrativo-contabile è curata dall’ufficio di segreteria dell’I.C. Berardi – Nitti, per tutto ciò che concerne le attività in rete.

RISORSE PROFESSIONALI: personale interno ed esterno per la gestione dei laboratori didattici; personale esterno per la formazione; personale amministrativo e collaboratori scolastici.